INTERNET:PIRATI SVEDESI,DA DIGITALE A CONSUMO CULTURALE/ANSA DIBATTITO SU FILE-SHARING, A ROMA CO-FONDATORI SITO PIRATE BAY (di Titti Santamato) (ANSA) - ROMA, 28 MAR - ''Con tutte le informazioni che ci arrivano da Internet il problema e' cosa scegliere, cosa ha valore. Per trovare una soluzione bisogna andare oltre il web e il digitale, collegarsi direttamente con le esperienze che producono queste cose, con i creatori''. E' questa la teoria rivoluzionaria che spiegano all'ANSA Magnus Eriksson e Johan Allgoth, co-fondatori di Piratbyran, un think-tank culturale svedese schierato in favore della pirateria, e di Pirate Bay, il sito di download di file coperti da copyright, attualmente sotto processo in Svezia (''ma il processo e' visto come una farsa'', dicono i due). Magnus e Johan sono due ragazzi attorno ai 30 anni: il primo lavora in una banca come 'supporto internet', il secondo collabora per un tabloid. Sono reperibili ai cellulari, alle mail, ai loro indirizzi in Svezia. Non sono dunque virtuali, non vivono nell'anonimato e dal 2003 comunicano ad un vasto pubblico la tematica delle reti aperte. Questi due pirati 'qualunque' spiegano che quando hanno iniziato erano interessati alla trasformazione di merci (musica, film, etc.) in beni comuni, ora invece - con Internet che ci subissa di informazioni - vedono il file-sharing come un'espediente per avvicinarsi direttamente a chi la cultura la produce, per esempio andando ad un concerto dal vivo. E infatti spiegano: ''Nella musica non puoi copiare l'esibizione live, nel tango non puoi riprodurre l'esperienza di chi propone quei passi, nella musica elettronica non puoi riproporre nelle mura domestiche quei bassi e quei volumi''. Quindi lo scambio di file (come si faceva del resto tempo fa, tra amici, passandosi a mano dischi e libri), e' solo visto come un tam-tam culturale, un punto di partenza per approfondire, aumentare il consumo e investire economicamente in altre esperienze difficilmente 'duplicabili'. Le teorie di Magnus e Johan, forse di difficile comprensione per le multinazionali, sono inserite nell'ambito della 'Festa dei pirati', la giornata di dibattiti e alfabetizzazione digitale (http://www.no-copyright.net) che si svolge oggi a Roma, nata dal libro-inchiesta del giornalista Luca Neri 'La Baia dei pirati-Assalto al copyright'. Una folta schiera di avvocati, ingegneri, consulenti informatici (''veramente tanti'', dicono sorpresi Magnus e Johan), prova a spiegare i diversi aspetti di un fenomeno, quello del download di file coperti da copyright, di dimensioni vastissime: secondo uno studio di Cisco System citato dal New York Times, nel 2007 occupava due terzi dell'intero traffico mondiale di Internet. Fenomeno vasto e di difficile controllo, nonostante la volonta' di alcuni governi di inasprire le leggi. Un segnale di apertura e' invece arrivato da una Raccomandazione del Parlamento Europeo che esorta ad un bilanciamento tra liberta' dei cittadini e utenti Internet, e la repressione di fenomeni illeciti on-line. ''Ho letto questo documento e mi piace - dice Magnus Eriksson - non ci deve essere sorveglianza arbitraria della Rete solo perche' questa e' possibile''. (ANSA).